Privazione sensoriale
Diario di viaggio - Colonia, 10 Agosto 2006 ore 20:30
Non c'è dubbio che l'esperienza personale vale più di mille parole. Così tanti sono i luoghi comuni legati al mondo dell'handicap che alla fine ci sentiamo pure di condividerli. Tante volte si prova partecipazione, solidarietà o pena. Ma chi davvero capisce cosa significa essere in qualche modo menomato. Quanto la nostra vita quotidiana ne sarebbe modificata? Quanto le cose che a noi sembrano banali diventano una sfida? Ho voluto provare sulla mia pelle queste sensazioni durante una cena all'Unsicht Bar di Colonia, un ristorante nella completa oscurità dove vieni servito da camerieri ciechi. Due ore nel buio più nero, due ore in cui farai i conti solo con il tuo udito e il tuo tatto. E vi giuro che non è banale mangiare così. Ma non è questa la cosa più difficile. Fare i conti con te stesso è un bilancio decisamente in perdita. La cosa che più mi ha colpito è il fatto che non saprò mai quanto era grande quella stanza, di che colore erano le sedie o cosa c'era scritto sull'etichetta della mia bottiglia. Sono ovviamente cose minime nel bilancio della mia vita ma il pensiero che la situazione temporanea che ho vissuto per molti è la quotidianità è devastante. Ci sono persone che non sapranno mai cosa si prova a vedere un tramonto o un campo di grano oppure che non guarderanno mai negli occhi la persona che amano. Come ho fatto a non pensarci prima.
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