Emotivamente in ritardo e con una forte autocoscienza negativa...

venerdì, novembre 18

Il mondo in un click

World Wind lets you zoom from satellite altitude into any place on Earth. Leveraging Landsat satellite imagery and Shuttle Radar Topography Mission data, World Wind lets you experience Earth terrain in visually rich 3D, just as if you were really there.

Nasa World Wind

La vera storia di Maurizio Coccolone

Grazie ai nostri inviati afgani Edgardo Vermiglio Cattelan e Manfredo Giairole, siano venuti a conoscenza di una storia d’incredibile attualità, celata dalla stampa specializzata. È la storia di un uomo normale, uno come tutti noi che ha avuto l’unico torto di amare il gorgonzola lombardo.

Prima che la scure della censura cadesse su Maurizio Coccolone e venissero cancellate tutte le tracce della sua esistenza (mediatica e non), di lui vennero dette parecchie menzogne ed alcune (poche) verità. Chiariamo una volta per tutte alcuni aspetti della vicenda Coccolone.

Per seguire le strazianti vicende di questo sfortunato vi consiglio un giro sul suo sito.

Il pollo decollato

Solo in America poteva succedere una cosa così!

11 Settembre

Mi sono imbattuto per caso in un filmato che racconta gli eventi dell'11 settembre 2001. Sono rimasto decisamente sconvolto e pieno di dubbi.

"11 Settembre. Quattro anni dopo" è il primo filmato italiano sull'11 Settembre. Anche se non è ancora nella sua versione definitiva (che sarà approntata per fine anno), è già un documento completo (32 min.), in grado di fornire un valido appoggio a chi critica la versione ufficiale dei fatti di quel giorno.

Vi consiglio una visita al sito dell'autore.
Arcoiris.tv mette a disposizione il filmato in diversi formati.

Impressionante vero? Peccato che è una cazzata!

Partecipa al sondaggio e vinci un TomTom300!



Sondaggio sulla blogosfera italiana

giovedì, novembre 17

Non li ho nemmeno visti...

ma mi fido di Federico...

lunedì, novembre 14

Assolutamente da ascoltare

Tony Tammaro Band

Klingon Language Institute

Attualmente, nel suo quinto anno d'attività, il KLI continua la missione di riunire insieme individui interessati nello studio della linguistica e cultura Klingon, e fornire un forum per discussioni e scambi d'idee. I nostri membri sono diversi, comprendendo i fan di Star Trek con curiosità e domande sulla lingua Klingon, giocatori di ruolo che vogliono fornire autenticità al loro personaggio Klingon, ed anche studenti e professionisti nel campo della linguistica, filologia, scienza dell'informazione e psicologia che vedono la lingua Klingon come un'utile metafora in classe o semplicemente vogliono mischiare vocazione con interesse professionale. Sia pure basato negli Stati Uniti, l'Istituto è attualmente un'organizzazione internazionale, che raggiunge trenta paesi e tutti i sette continenti.

A long time ago in a galaxy far, far away...

C'era una volta (75 milioni di anni fa, per essere precisi) un Governatore Galattico alieno di nome Xenu. Xenu governava su tutti i pianeti di questa parte della galassia, compreso il nostro pianeta Terra, che però allora si chiamava Teegeeack.

Xenu aveva un problema. Tutti i 76 pianeti sotto il suo controllo erano sovrappopolati. Su ogni pianeta vivevano circa 178 miliardi di persone. Voleva liberarsi di tutta questa sovrappopolazione, così studiò un piano.

Con l'aiuto di traditori, Xenu assunse pieno controllo per annientare la brava gente e gli Ufficiali Fedeli. Poi, con l'aiuto degli psichiatri, convocò miliardi di persone per un'ispezione delle tasse sul reddito, e invece li paralizzò con delle iniezioni di una mistura di alcool e glicole. Quindi li mise in aerei spaziali che assomigliavano esattamente a dei DC 8 (solo che invece dei motori normali avevano dei razzi).

Questi aerei spaziali DC 8 volarono verso il pianeta Terra, e la gente paralizzata, in centinaia di miliardi, fu ammucchiata intorno alla base dei vulcani. Dopo aver finito di ammucchiarla, vennero calate nei vulcani delle bombe H. A questo punto, Xenu fece scoppiare le bombe H tutte insieme, e tutti rimasero uccisi.

Però la storia non finisce qui. Siccome ogni persona aveva un'anima (in questa storia viene chiamata "thetan") bisognava imbrogliare queste anime in modo che non tornassero più indietro. Allora, mentre le centinaia di miliardi di anime venivano soffiate via dai venti nucleari, delle speciali trappole elettroniche che aveva messo in giro, che apparivano come delle fasce elettroniche, catturavano le anime ( le fasce elettroniche assomigliavano in tutto alla carta moschicida).

Dopo aver catturato tutte quante le anime, le impacchettò insieme e le portò in alcuni grandi cinema. Al cinema le anime dovettero guardare speciali film a 3 dimensioni per giorni interi, e i film raccontavano loro come avrebbe dovuto essere la vita e altre cose che le mandarono in confusione. Questo film mostrava loro delle false immagini e diceva che erano Dio, il Diavolo e Gesù Cristo. Nella storia, questo procedimento viene chiamato "implanting".

Quando i film finirono e le anime uscirono dal cinema, cominciarono ad attaccarsi insieme perché, dal momento che tutte avevano visto lo stesso film, pensavano di essere la stessa persona. Si unirono a grappoli di alcune migliaia. Però, visto che erano rimasti solo pochi corpi viventi, si mantennero a grappoli e andarono a vivere in questi corpi.

A proposito di Xenu, gli Ufficiali Fedeli alla fine riuscirono a rovesciarlo e lo rinchiusero dentro a una montagna che si trovava su uno dei pianeti. È tenuto rinchiuso da un campo magnetico alimentato da una batteria eterna, e Xenu è vivo ancora oggi.

sabato, novembre 12

L'uso del computer nei film

Da Annoyances.org:

Come vengono rappresentati i computer nei film?

  • Gli elaboratori di testo non mostrano mai un cursore;

  • Non viene mai usata la barra spaziatrice quando si scrivono frasi anche lunghe;

  • Qualsiasi monitor mostra caratteri alti almeno un pollice;

  • Le informazioni più importanti vengono mostrate in una finestra a parte giusto nel centro dello schermo, ma non c’è mai un bottone di OK o un qualsiasi altro modo per sbarazzarsene;

  • I computer più avanzati, tipo quelli utilizzati dalla NASA, dalla CIA, o da qualche istituzione governativa, avranno sempre delle interfacce grafiche di facile comprensione. Quelli che non hanno un’interfaccia grafica, possiedono delle shell testuali estremamente potenti che possono interpretare ed eseguire correttamente i comandi scritti nella lingua originale del film;

  • Corollario: potete accedere a qualsiasi informazione di vostro gradimento semplicemente digitando “ACCEDI AI FILE SEGRETI” sulla tastiera;

  • Allo stesso modo, potete infettare un computer con un virus distruttivo, semplicemente scrivendo “CARICA IL VIRUS” (vedi il film “Fortress”);

  • Tutti i computer sono connessi. Potete accedere alle informazioni contenute nel desktop di un tipo, anche se il computer è spento;

  • I computer potenti fanno sempre “beep” quando premete un tasto o quando cambia una schermata. Alcuni computer, inoltre, rallentano la visualizzazione delle informazioni in modo da non andare più velocemente di quanto voi siate in grado di leggere;

  • Quelli davvero più avanzati possono anche emulare il suono di una stampante ad aghi. (vedi “Caccia a Ottobre Rosso” o “Alien”);

  • Tutti i pannelli di un computer sono attraversati da migliaia di volt e da punti luminosi appena sotto la superficie. I malfunzionamenti sono indicati da bagliore improvviso, una nuvoletta di fumo, una doccia di scintille e un’esplosione che vi costringe a indietreggiare;

  • Corollario: inviare dei dati a un modem/streamer/stampante più velocemente di quanto questi si aspettino li farà esplodere;

  • Se smettete di scrivere al computer e ve ne andati, questo si spegnerà facendovi perdere tutti i dati (date un’occhiata ai crediti iniziali di “Caccia a Ottobre Rosso”);

  • Un hacker è sempre in grado di procurarsi il computer più sensibile al mondo prima di introdursi in un sistema e di indovinare la password segreta in due tentativi;

  • Qualsiasi errore di PERMESSO NEGATO ha una funzione di CONTROLLO MANUALE che può risolvere il problema (vedi “Demolition man” e un numero infinto di altri film);

  • Calcoli complessi e il caricamento di grandi quantità di dati verranno sempre eseguiti in tre secondi. I modem usati nei film (specialmente quelli wireless che bisogna utilizzare quando si è in macchina) di solito sembrano traspettere i dati alla velocità di due GigaByte al secondo;

  • Quando la centrale di energia/sito missilistico/o qualsiasi altra cosa, va in surriscaldamento, tutti i pannelli di controllo esploderanno insieme a tutto l’edificio;

  • Se un disco contiene dati criptati vi verrà automaticamente chiesta una password appena cercherete di accedervi;

  • Non importa di quale tipo di disco si tratti, sarà leggibile da qualsiasi sistema al quale lo colleghiate. Tutti i programmi saranno utilizzabili da qualsiasi tipo di computer (vedi “Independence Day”;

  • Più è sofisticato l’apparecchio, più bottoni si ritrova ad avere (vedi “Aliens”). Tuttavia, tutti quanti devono essere stati istruiti a puntino, visto che su nessun tasto appare l’ombra di un’etichetta;

  • La maggior parte dei computer, non importa quanto siano piccoli, sono in grado di produrre animazioni grafiche tridimensionali estremamente realistiche, a partire dai pochi dettagli inseriti dall’utente. Basta anche non indicare alcunché, fanno tutto loro;

  • I portatili, per qualche strana ragione, sembrano sempre avere delle capacità da video telefono assurde, unite alla potenza di calcolo di un CRAY;

  • Tutte le volte che un personaggio guarda lo schermo, l’immagini è talmente brillante che riflette sul suo volto (vedi “Alien”, “2001”, “Jurassic Park”);

  • In ogni caso, quando si tratta di far funzionare un nuovo computer di tipo sperimentale, sono necessari la Scala di Jacob (avete presente quegli archi voltaici che salgono rincorrendosi fra due aste?) o il Generatore di Van Der Graaf, anche se questi apparecchi non servono a niente nella vita reale;

  • Chiunque può impartire un qualsiasi insieme complesso di comandi premendo pochi tasti (vedi “Star Trek”);

  • Nei film, internet è in grado di collegarvi a qualsiasi cosa. Potete modificare i dati relativi a un conto bancario, cercare all’interno del registro di un hotel, esaminare gli archivi criminali della polizia, cercare (e apportare modifiche) all’interno del database delle patenti di guida, modificare i dati sanitari e molto, molto di più, semplicemente usando internet! (vedi “The Net”);

  • Distruggere un monitor inibisce il funzionamento dell’intero sistema (vedi “Speed”);

  • Potete lanciare missili nucleari da qualsiasi stanza da letto semplicemente utilizzando un modem analogico, ma solo se conoscete l’unica password di accesso (vedi “War Games").

giovedì, novembre 10

People Ranking

Vuoi sapere quanto sei famoso?
Misurati con People Ranking!

Io sono a 947, in agosto ero a 934... in crescita.

Near a Raven

Poe, E.
Near a Raven

Midnights so dreary, tired and weary.
Silently pondering volumes extolling all by-now obsolete lore.
During my rather long nap - the weirdest tap!
An ominous vibrating sound disturbing my chamber's antedoor.
"This", I whispered quietly, "I ignore".

Perfectly, the intellect remembers: the ghostly fires, a glittering ember.
Inflamed by lightning's outbursts, windows cast penumbras upon this floor.
Sorrowful, as one mistreated, unhappy thoughts I heeded:
That inimitable lesson in elegance - Lenore -
Is delighting, exciting...nevermore.

Ominously, curtains parted (my serenity outsmarted),
And fear overcame my being - the fear of "forevermore".
Fearful foreboding abided, selfish sentiment confided,
As I said, "Methinks mysterious traveler knocks afore.
A man is visiting, of age threescore."

Taking little time, briskly addressing something: "Sir," (robustly)
"Tell what source originates clamorous noise afore?
Disturbing sleep unkindly, is it you a-tapping, so slyly?
Why, devil incarnate!--" Here completely unveiled I my antedoor--
Just darkness, I ascertained - nothing more.

While surrounded by darkness then, I persevered to clearly comprehend.
I perceived the weirdest dream...of everlasting "nevermores".
Quite, quite, quick nocturnal doubts fled - such relief! - as my intellect said,
(Desiring, imagining still) that perchance the apparition was uttering a whispered "Lenore".
This only, as evermore.

Silently, I reinforced, remaining anxious, quite scared, afraid,
While intrusive tap did then come thrice - O, so stronger than sounded afore.
"Surely" (said silently) "it was the banging, clanging window lattice."
Glancing out, I quaked, upset by horrors hereinbefore,
Perceiving: a "nevermore".

Completely disturbed, I said, "Utter, please, what prevails ahead.
Repose, relief, cessation, or but more dreary 'nevermores'?"
The bird intruded thence - O, irritation ever since! -
Then sat on Pallas' pallid bust, watching me (I sat not, therefore),
And stated "nevermores".

Bemused by raven's dissonance, my soul exclaimed, "I seek intelligence;
Explain thy purpose, or soon cease intoning forlorn 'nevermores'!"
"Nevermores", winged corvus proclaimed - thusly was a raven named?
Actually maintain a surname, upon Pluvious seashore?
I heard an oppressive "nevermore".

My sentiments extremely pained, to perceive an utterance so plain,
Most interested, mystified, a meaning I hoped for.
"Surely," said the raven's watcher, "separate discourse is wiser.
Therefore, liberation I'll obtain, retreating heretofore -
Eliminating all the 'nevermores' ".

Still, the detestable raven just remained, unmoving, on sculptured bust.
Always saying "never" (by a red chamber's door).
A poor, tender heartache maven - a sorrowful bird - a raven!
O, I wished thoroughly, forthwith, that he'd fly heretofore.
Still sitting, he recited "nevermores".

The raven's dirge induced alarm - "nevermore" quite wearisome.
I meditated: "Might its utterances summarize of a calamity before?"
O, a sadness was manifest - a sorrowful cry of unrest;
"O," I thought sincerely, "it's a melancholy great - furthermore,
Removing doubt, this explains 'nevermores' ".

Seizing just that moment to sit - closely, carefully, advancing beside it,
Sinking down, intrigued, where velvet cushion lay afore.
A creature, midnight-black, watched there - it studied my soul, unawares.
Wherefore, explanations my insight entreated for.
Silently, I pondered the "nevermores".

"Disentangle, nefarious bird! Disengage - I am disturbed!"
Intently its eye burned, raising the cry within my core.
"That delectable Lenore - whose velvet pillow this was, heretofore,
Departed thence, unsettling my consciousness therefore.
She's returning - that maiden - aye, nevermore."

Since, to me, that thought was madness, I renounced continuing sadness.
Continuing on, I soundly, adamantly forswore:
"Wretch," (addressing blackbird only) "fly swiftly - emancipate me!"
"Respite, respite, detestable raven - and discharge me, I implore!"
A ghostly answer of: "nevermore".

" 'Tis a prophet? Wraith? Strange devil? Or the ultimate evil?"
"Answer, tempter-sent creature!", I inquired, like before.
"Forlorn, though firmly undaunted, with 'nevermores' quite indoctrinated,
Is everything depressing, generating great sorrow evermore?
I am subdued!", I then swore.

In answer, the raven turned - relentless distress it spurned.
"Comfort, surcease, quiet, silence!" - pleaded I for.
"Will my (abusive raven!) sorrows persist unabated?
Nevermore Lenore respondeth?", adamantly I encored.
The appeal was ignored.

"O, satanic inferno's denizen -- go!", I said boldly, standing then.
"Take henceforth loathsome "nevermores" - O, to an ugly Plutonian shore!
Let nary one expression, O bird, remain still here, replacing mirth.
Promptly leave and retreat!", I resolutely swore.
Blackbird's riposte: "nevermore".

So he sitteth, observing always, perching ominously on these doorways.
Squatting on the stony bust so untroubled, O therefore.
Suffering stark raven's conversings, so I am condemned, subserving,
To a nightmare cursed, containing miseries galore.
Thus henceforth, I'll rise (from a darkness, a grave) -- nevermore!

11 Luglio 1982

Ai lati, a esordir, dama e re, Pertini trepida, tira lieti moccoli, dialoga - vocina, pipa... -, ricorre alle battute. E’durata!... ne patì Trap: allena - mèritasi lodi testé - Juvitalia, mai amata. Il boato n’eruppe su filato, mero atto d’ira: assorga da gai palati, ingoi l’arena! Si rise, noi: gara azzurra - felicità, reti - e ricca! Né tacerò pose, ire, rapidi miti; citerò paure... però meritan oro. Ci sono rari tiri? Sia! ma i latini eroi goderono di rigore - c’è fallo -; "Fatale far tale rete": lassa prosopopea nei peani dona aìre facile. Ma "fatale" malessere globi dilata, rene, vene ci necrotizza: ratto, vago, da finir al còre (l’oblierà? Dall’idea - l’Erinni! - trepiderà: tic e tac...)... Lapsus saliente (idra! sillabo!): non amai Cabrini; flusso acre - pus era? Sudore? - bile d’ittero ci assalì: risa brutali, amaro icore... Fiore italo, cari miei, secca, alidirà vizzito là, se sol - a foci nuove diretti, fisi - a metà recedete: l’itala idea di vis (i redivivi, noti, ilari miti!) trapasserà, inerte e vana, in italianità lisa, banal. Attutite relativa ira, correte: eterni onori n’avrete! Sibili - tre "fi" - di arbitro: finita lì metà partita; reca loro l’animo di lotta, fidata ripresa! mira, birra ridà! attuta ire, bile! La si disse "eterea", la Catalogna: alla pari terrò cotali favolose ore... Notte molle, da re! Poeti m’illusero ("Va’!", "Fa’!", "Osa!") colla fusione - esile, serica, viva -, rime lepide, tra anelito d’età d’oro e rudezze d’orpello; così cederò all’eros, ai sensi rei; amai - l’amavo... - una grata città, la gag, la vita; nutro famosa cara sete, relativa a Lalo, Varese, De Falla, Petrassi, e Ravel, e Adam, e Nono... Sor... bene, totale opaca arte; né pago fui per attori, dive, divi (lo sarò?)... Là ogni avuto, mai sopito piacere s’evaporò, leggera falena era: se con amor, lì, alla cara - cotale! - virile sera - coi guadi sereni, grevi da dare angine, beati - lo paragono, decàde a ludo, mollica, vile cineseria, onere. Sì! Taccola barocca allora rimane, meno mi tange: solo apatia apporterà, goffa noia... Paride, Ettore e soci trovarono sì dure sorti - riverberare di pira desueta! - coi gelosi re dei Dori (trono era d’ira, Era, Muse); a Ilio nati e no, di elato tono, di rango, là tacitati - re... mogi -, videro Elleni libare, simil a Titani, su al Pergamo: idem i Renani e noi... "...caparbi", vaticinò - tono trepido -, ed ora tange là tale causale trofeo (coppa di rito è la meta della partita), trainer fisso; mìralo come l’anemone: fisso, raro, da elogi... D’animo nobile, divo mai: mai tetro, fatale varò la tattica. Cito Gay, ognor abile devo dir: da Maracanà sono tacco, battuta... Ai lati issò la vela l’ala latina Bruno: cerca la rete, si batte assai, opera lì, fora, rimargina... Bergomi, nauta ragazzo, riserra giù sì care fila: è l’età... Coi gradi vedo - troppa la soavità - capitano Dino, razza ladina. Rete vigila! dilàtati...!: la turba, l’arena, ti venera. Ad ogni rado, torpido e no, tirabile tiro, trapelà rapidità sua: parò (la tivù, lì, diè nitidi casi). Di tutto - fiero, mai di fatica, vivace - raccatta: e, se tarpate, le ali loro - è la verità - paion logore. Zoff (ùtinam!) è dei... Parà: para... Piede, mani, tuffo: zero gol, noi a patire. Vale oro: lì, là... è l’età... "Pratese, attacca! reca vivacità!", "Fidiamo!", "Rei fottuti disaciditi!"... Nei diluvi, talora pausati, di parole partorite lì, baritone o di proto, da ring o da arene ("Vita nera là, brutalità tali da ligi veterani, da... lazzaroni!", "Dònati! pàcati va’! osa!: l’apporto devi dar!", "Giocate leali, feraci!", "Su i garresi!", "Rozza gara!", "Tu, animo!", "Grèbani! Grami!", "Raro filare!"; poi: "Assaetta!", "Bis!" e "Ter!"), alacre, con urbanità, l’alalà levossi: "Italia!", a tutta bocca, tonò. Sana cara Madrid, ove delibaron Goya... gotica città talora velata...: forte ti amiamo! Vi delibo nomina di goleador a Rossi - fenomenale! -: mò, colà, rimossi freni artati (tra palle date male o tiri dappoco è forte la sua celata legnata), rode, o d’ipertono, tonicità, vibra. Pacione inane, rimediò magre, plausi - nati tali - miserabili nelle ore di Vigo (meritàti!); Catalogna ridonò totale idoneità - noi lì a esumare, a ridare onor - tiro diede, riso; le giocate use - da ripide, rare, brevi, ritrose, rudi - son ora vorticose e rotte, e d’ira paion affogare (troppa?). Aìta, Paolo!: segna, timone mena, mira, rolla, accora, balòccati sereno, aìre - se Nice li vacillò - modula e dà (cedono...): gara polita e benigna - e rada, di vergine residua... - gioca. Re s’è lì rivelato (Caracalla? Il romano Cesare!): anela, fa, regge loro, pavese reca...: ipotiposi amo. Tu va’ in goal, ora! Sol, ivi, devi dirottare più foga: penetra a capo elato - tenebroso non è... - ma da elevare, issar te, palla, fede, sera (vola, là) a vitale rete! Sarà caso... Ma Fortuna ti valga galattica targa, nuova malìa: mai Eris ne sia sorella! Or è deciso: colle prodezze, dure e rodate doti - lena, arte di Pelè, mira -, vivaci rese lì sé e noi: su fallo (caso a favore sul limite, opera dell’ometto nero) è solo, va filato, corre, tira, palla angolata cala... è rete! Essi di sale, l’Iberia tutta a dir "Arriba!", rimaser. Pirata? Di fatto li domina... Loro lacerati tra patemi; Latini forti, braidi, fertili, bis e ter van, ìrono in rete... E terrò cari a vita: le reti; tutta l’anabasi latina; i Latini, a nave e treni, a ressa partiti (mìrali!); i toni vivi, derisivi, d’aedi alati; le tede cerate ("Mai sì fitte" ridevo: unico falò s’esalò, tizzi vari di là accesi); e i miracolati eroi, feroci... Oramai la turba si rilassa: i coretti deliberò d’usare. Supercaos sul finir! Baciamano? No: balli sardi, etnei lassù (spalcate!); citaredi per tinnire, là, ed il "la" dare; il Bolero, clarini, fado, gavotta, razzi, torce (Nice n’è venerata) lì. Di bolge, resse, la melata famelica "feria" anodina è piena, e po’ po’ sorpassa l’etere la trafelata folla. Fecero giri d’onore: dogi o re, in Italia, mai si ritirarono sì coronati. Remore, Perù, aporetici timidi pareri... e sopore, catenacci reiterati, Cile, far ruzza: a ragione si risanerà lì ogni itala piaga; da grossa a ridotta, o remota, lì fu, seppur nota, obliata. Mai amai la tivù: jet-set, idoli, satire...; ma nella partita - penata, rude e tutta bella: erro? - ci rapì: panico vago, lai di locco, mite ilarità di Pertini... tre pere a Madrid, rosea Italia!

Il libro che ha generato il mito

Ron Gilbert leggendo questo libro ha avuto l'ispirazione per Monkey Island.

70' e dintorni...

La musica italiana

Quanto sei sfigato?

Geek Test

56.6075% Extreme Geek

Mi sento soddisfatto

Cinema di nicchia

Ed Wood
Plan 9 from Outer Space
Bride of the Monster
Glen or Glenda

Troma Movie

Se ve la tirate...

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Il mio preferito è decisamente Aaron!

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Occhiali a raggi X

DMail
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Per i geek c'è questo:

ThinkGeek

Questa maglietta devo averla!

E non ho trovato il sogno proibito di ogni bambino mio coetaneo.
La lampadina che "ti rende irresistibile", con la quale ogni donna cade ai tuoi piedi... ah... quanto l'ho sognata!!!

Un "resistibile" Pierluigi

A me 007 non mi vede nemmeno...

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Alcuni musei toscani da visitare:

Gabinetto anatomico dell'Università di Firenze
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Non avete idea del piacere che può dare questo posto nelle prime ore del pomeriggio giusto dopo un buon caffe con panna...

Guerre stellari - Lettura Critica

Come è nato il mito?
(Storia di come Lucas ha partorito la saga)

Recensione (con spoiler) di Episodio II

Altra recensione di Episodio II

Recensione (senza SPOILER) di Episodio III
(Vi consiglio comunque di non leggerla prima di averlo visto)

Commento ad Episodio III
(Se volete sciuparvi completamente la sorpresa)

Repetita iuvant
Corsi e ricorsi, la storia di un padre e di un figlio accumunati da un
destino. Veramente bello per capire che i primi 3 episodi completano e
migliorano la vecchia trilogia.

Bloopers ed errori nella trilogia classica
(Anche i Lucas piangono)

I prossimi episodi VII VII e IX?
(Cosa c'è di vero e di falso)

Star Wars in Italia
(La Reggia di Caserta)

Raccolta di articoli (da cui in parte sono tratti i precedenti)

Qualche FAQ per i più ignoranti

Un sondaggio per votare quale film della saga vi è piaciuto di più

Un meraviglioso regalo natalizio...

Se vuoi rendere davvero unico il tuo giardino per le prossime feste questo è l'oggetto da avere.

Anche alle guardie imperiali succede...

Di fare tanta plin plin...

Un eroe dei nostri tempi

Per cacche spaziali...

Sedute galattiche!!!

Il giorno del riscatto

Da Indignato:

Amico lettore, ricordi le giornate passate a deprimerti e a pensare che il giorno della riscossa, quell'attimo - non oso dire quella giornata intera - da leone che rivaluta un'intera vita passata a far pecore dei tuoi pensieri più foschi e speranzosi? Le ricordi, le ore intere passate a crogiolarti in quel limbo che sta proprio sul limitare della depressione, a compatirti, a smettere di fare progetti - quant'è bello, eh? fare progetti? - e di sognare un futuro migliore, quantomeno simile, per serenità, a quello delle scimmie Bonobo, l'animale più pacifico del pianeta? Ebbene, amico lettore, riprendi i tuoi propositi, sfodera il tuo miglior sorriso e torna a sognare. Presto anche tu sventolerai il tuo vessillo sul pennacchio vittorioso. Sì. Perché se San Marino ha finalmente vinto la sua prima partita di calcio nella storia, anche il tuo momento di gloria, prima o poi, verrà. Grazie a Riccardo.

La tastiera definitiva

Con questa non ci sono decisamente più problemi... se fosse anche ergonomica sarebbe già sulla mia scrivania.

Da Pisa con furore

A Londra
A Dublino

Descrivi la tua capacità mnemonica...

Ho passato la mia vita a rempire il cervello di cazzate e ci sono riuscito.

Etichette:

Link a sfondo sessuale...

Un po' di link che riguardano la sfera sessuale me decisamente poco erotici...

Modelli di potta
Variazione sul tema
Ballerino 'gnudo