Emotivamente in ritardo e con una forte autocoscienza negativa...

mercoledì, dicembre 28

Vita da strada - Capitolo 1

I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched C-beams glitter in the dark near the Tannhauser Gate. All those... moments will be lost in time, like tears in rain. Time to die.

Blade Runner è uno dei miei film preferiti... e non l'ho mai negato. Forse perchè tante volte mi sento come Roy Batty, il Nexus 6. Nella mia vita ho vissuto delle esperienze decisamente assurde che però si rivelano determinanti per rallegrare serate altrimenti noiose. Sinceramente un po' mi dispiace raccontare queste storie attraverso il blog perchè ho sempre sognato di scrivere un libro un giorno o l'altro e questa storia, in un modo o nell'altro, ci sarebbe sicuramente finita dentro. Al limite chi l'ha già letta qua si rovinerà la lettura della versione stampata. Una nota importante... è una storia vera.

Capitolo 1

Durante i primi anni universitari ho vissuto alcune delle esperienze più sconcertanti della mia vita. Il primo anno di corso, nel periodo invernale, avevo spesso lezione il pomeriggio e quindi dovevo tornare da Pisa quando ormai faceva buio. La linea che porta da Pisa a Firenze è così ben servita che per arrivare da Pisa ad Altopascio, la stazione dove scendo, ci si può mettere anche un'ora e mezzo per fare quei miseri 38km. La cosa più penosa è che a Lucca si deve cambiare e aspettare la coincidenza a volte anche per un'ora. Quando arrivavo a Lucca la stazione era già buia, illuminata dai pochi neon, e dovevo aspettare il mio treno al freddo. Quella sera, erano le 18:55 (che precisione, vero?), avevo mangiato delle patatine rancide al bar della stazione ed ero andato in bagno a lavarmi le mani perché non sopporto di averle unte. Mi stavo lavando le mani quando, da un bagno, esce un tipo e viene a lavarsi nel lavandino accanto al mio. Mentre mi asciugo si rivolge a me dicendo: "Scusa, che ore sono?". E io cortesemente: "Mancano cinque minuti alle sette". Faccio due passi verso la porta e questo sconosciuto mi fa: "Scusa, posso farti una domanda?". Me lo chiede così gentilmente che non posso rifiutarmi: "Dimmi?". In assoluto silenzio, fa un passo verso di me e si piazza con il naso a 10 cm dal mio e mi fissa con due occhi sbarrati, che fino ad allora non avevo notato. Sembrava Nicholson in Shining. Passano cinque secondi, dieci secondi, venti secondi. Io prendo il coraggio in mano e gli dico: "Scusa, ma io alle sette devo prendere il treno." e mi giro verso la porta. Appena in tempo per fare due passi e mettere un po' di distanza fra noi che lui mi richiama. Mi giro guardandolo in faccia e vedo che lui, con lo sguardo e con tutta la testa, ammicca in direzione prima della sua patta e poi verso un gabinetto. Abbasso lo sguardo e vedo che lui ha tutto di fuori e lo tiene ben stretto in mano. Io rimango senza parole e le uniche che riesco a pronunciare sono: "Devo andare..." Lui non contento si rivolge a me con fare da imbonitore televisivo e mi dice: "Ma è bello grosso!". Come potevo rifiutare un'offerta del genere? Preso dal panico mi sono inventata la scusa più patetica che potesse venirmi in mente e dico: "No, guarda. Ora proprio non posso, devo prendere il treno alle sette e non posso proprio perderlo... magari un'altra volta!" dopodiché mi giro e scappo via più veloce della luce. Quella sera a ripensarci avrei dovuto denunciarlo alla PolFer ma dovevo davvero prendere il treno alle sette. Mi sono sempre pentito di non averlo fatto dato che avrebbe potuto farlo anche con dei bambini. Ogni volta che ho raccontato questa storia le persone che mi ascoltavano hanno sempre avuta la stessa reazione e quindi so quello che vi state chiedendo in questo momento: sì, era davvero bello grosso e no, non ci sono tornato quando avevo tempo.

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mercoledì, dicembre 21

Striscia ritorna sulle lauree truffa

Dopo la puntata del 12 dicembre, ieri 21 dicembre è tornata sopra l'argomento (con enorme soddisfazione del sottoscritto).

Rinnovo quindi l'invito a risparmiare due lire e stamparsi la laurea in casa con il Laure-o-matic.

Auguri di buone feste

Io sottoscritto (d'ora in avanti "l'Augurante") chiedo al mio interlocutore (d'ora in avanti "l'Augurato") di accettare senz'alcun obbligo, implicito o esplicito, i voti più sinceri dell'Augurante (d'ora in avanti "gli Auguri") affinché l'Augurato possa trascorrere nel migliore dei modi (ove nella frase "migliore dei modi" si sottintende da parte dell'Augurante e si presuppone da parte dell'Augurato un atteggiamento che tenga conto delle problematiche di carattere sociale, ecologico e psicologico, che non sia causa di tensione e/o competizione, né comporti o favorisca alcun tipo di assuefazione o di discriminazione, sia sessista, sia di diverso carattere) per la festività coincidente al Solstizio d'Inverno convenzionalmente nota come "Natale", ma che può essere chiamata e celebrata dall'Augurato secondo le sue tradizioni religiose e/o laiche, premesso il debito rispetto nei confronti delle tradizioni religiose e/o laiche di persone di qualunque razza, credo o sesso diverse dall'Augurato, ivi comprese coloro che non praticano alcuna tradizione religiosa e/o laica. Qualsiasi riferimento a qualunque divinità, figura mitologica, personaggio tradizionale, reale o leggendario, vivo o morto che sia; a simboli (ove sono compresi tra l'altro - ma non limitativamente - canti e rappresentazioni artistiche, letterarie e sceniche) religiosi, mitologici o della tradizione che possa essere ravvisato direttamente o indirettamente nei presenti Auguri non implica da parte dell'Augurante alcun sostegno nei confronti della figura o del simbolo in questione.
L'Augurante chiede inoltre all'Augurato di accettare gli auguri per un felice (ove l'aggettivo "felice" viene definito tra l'altro - ma non limitatamente - come "gratificante dal punto di vista personale, sentimentale e finanziario e privo di complicazioni di carattere medico, dirette o indirette") anno 2006. L'Augurante sottolinea che la datazione "2006" è qui considerata come convenzionale, così com'è considerata convenzionale la data del 1° Gennaio come inizio dell'anno, e dichiara il suo assoluto rispetto per altri tipi di datazione legati alle differenti culture religiose e/o laiche di cui l'Augurante riconosce il prezioso contributo allo sviluppo dell'attuale società multietnica.
Augurante e Augurato convengono inoltre su quanto segue:
- Gli Auguri valgono a decorrere dalla data del presente accordo al 31 Dicembre 2006, dopodiché dovranno essere esplicitamente rinnovati da parte dell'Augurante.
- Gli Auguri non implicano alcuna garanzia che i voti di "felicità" espressi dall'Augurante trovino un effettivo riscontro nella realtà dell'Augurato, il quale non potrà attribuire all'Augurante alcuna responsabilità civile e/o penale e/o morale per la loro mancata attuazione.
- Gli Auguri sono trasferibili a terzi purché il testo originale non subisca modifiche o alterazioni. La libera diffusione del testo non implica tuttavia il pubblico dominio del testo stesso, i cui diritti appartengono in ogni caso al detentore del copyright.
- L'Augurante declina ogni responsabilità derivata dall'utilizzo degli Auguri al di fuori dai limiti prescritti; in particolare, l'Augurante declina ogni responsabilità per eventuali danni fisici o morali all'Augurato e/o a persone e/o sistemi informatici a lui collegati derivati dall'invio degli Auguri mediante E-Mail o qualunque altro metodo di trasmissione, elettronico o di diverso genere, attualmente in uso, in fase di sperimentazione o non ancora inventato.

Ciò stabilito
Buon Natale e Buon 2006

lunedì, dicembre 19

Sei vegetariano? Ma allora...

Dopo anni di domande più o meno assurde che mi sono sentito rivolgere ho finalmente trovato un prontuario con le risposte. Sono state preparata da Marco Lorenzi, un indubbio benefattore della causa vegetariana. Consiglio a tutti (i veg*ani) di stamparle e distribuirle. :)

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domenica, dicembre 18

Una giornata faticosa...

Visto che devo scrivere un po' di quello che faccio altrimenti non è un vero blog vi racconto la mia giornata di ieri.
Se poi ho tempo vi racconto anche il mio periodo nero per gli appuntamenti

Ieri mattina è cominciato tutto alla grande!

Alle 7:00 il telefono ha squillato perchè un simpatico amico ha deciso di mettermi a conoscenza di cose di cui facevo volentieri a meno ma si è beccato dei discreti vaffanculo.
Alle 8:30 c'ha provato un altro a chiedermi delle informazioni su un albergo di Roma (manco fossi 892424, vero Teo?).
Oramai perse le speranze di dormire mi sono preparato di tutto punto per affrontare la giornata: un giro per mezza toscana in compagnia del Prof. De Santi.

Primo appuntamento: Presentazione del libro "La città dei sogni - Dalla Pisorno alla Cosmopolitan", Pacini Editore, Giuseppe Meucci, a Tirrenia, appunto alla Cosmopolitan Film.
Un incontro interessantissimo alla presenza della crema della politica toscana. Durante l'incontro si è finalmente gettate le basi concrete per la realizzazione del Museo del cinema, appunto nei locali storici della Palazzina Valente degli studi. Buffet a gogo e via...

Secondo appuntamento: Acquisto di una postazione per il CMDC. Da Tirrenia ci siamo spostati ad Agliana, dove ha aperto un nuovo MediaWorld. Ho saputo, grazie ad Alessandro, di strepitose offerte sottocosto e quindi ci siamo fiondati a vedere. Ovviamente abbiamo speso più di quanto pensavamo...

Terzo appuntamento: Presentazione del libro "Il diaframma di Pasolini", Editore Titivillus, di Pier Marco De Santi e Andrea Mancini, a S.Miniato in occasione della mostra Occhi di Scena. Nell'occasione sono stati proiettati i documentari "Pasolini in bianco e nero" e "La mangiata" realizzati per la Casa del Cinema di Roma da Valeriano Ciampi. Un incontro il cui tema principale è stato la valorizzazione del cinema come forma d'arte a tutti gli effetti. Molto interessante

Quarto appuntamento: Cena a Livorno con alcuni amici. Come sempre... mi sono perso. Sono arrivato con 30 min di ritardo.

Fine. Dissolvenza... titoli di coda...

Blog, chi era costui?

Stavo riflettendo sull'uso improprio che faccio del blog. Di solito la gente racconta allegramente "i cazzacci suoi" alla gente che puntualmente si informa sulle vicissitudini del blogger. Io non l'ho mai fatto in questa sede, anche perchè credo che le cose che mi capitino non siano di così ampio interesse, utilizzando in modo improprio questo strumento. Vedrò di impegnarmi di più a raccontare cose futili al mio risicato pubblico.

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Si accendono e si spengono gli alberi di Natale...

Se soffrite di ansia competitiva per l'albero di Natale vi sconsiglio di guardare questo video.

(Segnalato da Rebus)

Shakespeare era siciliano?

Michele Agnolo (o Michelangelo) Florio (Crollalanza dal lato materno) (n. 1564 ?), di religione calvinista, visse parte della sua vita, sfuggendo alle persecuzioni religiose, a Palermo, nelle isole Eolie, a Messina, a Venezia, a Verona, a Stratford e a Londra. Fu autore di molte tragedie e commedie ambientate nei luoghi suddetti, che dimostrava di ben conoscere, così come dimostrava di ben conoscere la lingua italiana ed il teatro italiano, nonché di avere una buona dimestichezza con la scena italiana. Alcune sue opere rinvenute sembrano essere la versione originaria di altre ben note opere attribuite a Shakespeare, come "troppu trafficu pì nnenti", scritta in messinese, che potrebbe essere l’ originale di "Troppo rumore per nulla" di Shakespeare, apparsa 50 anni dopo.
Leggi tutto l'articolo

L'autore di questo articolo è un curioso signore siciliano di cui vi invito a visitare il sito.

(Mi è stato segnalato da Federico)

venerdì, dicembre 16

Wikipedia contro l'Enciclopedia Britannica

Nature: quando si parla di scienza l'enciclopedia open disponibile in rete quasi rivaleggia con il prestigioso rivale. Un report rilancia platealmente la wiki-experience.

Media contagiosi

Un breve saggio sul fenomeno ormai esplosivo dei contenuti diffusi viralmente in rete.

lunedì, dicembre 12

Lauree truffa anche a Striscia La Notizia...

Un lunedì ricco di servizi spettacolari. Il primo ce lo ha mostrato Jimmy Ghione, che dopo la segnalazione di alcuni telespettatori, ha indagato sulle lauree honoris causa a pagamento.

Il video della puntata:
ADSL Modem

domenica, dicembre 11

Come trasformare un LCD in un videoproiettore.

Secondo questo articolo si può trasformare un monitor LCD in un videoproiettore... secondo me si fa solo danno. :)

mercoledì, dicembre 7

Laure-o-matic

Finalmente anche tu potrai avere la tua Laurea ad Honorem!!!

Cercate il laure-o-matic nella sezione software quasi serio

Un grazie a Federico... che perde il suo tempo in queste cose.

Dinvia Cmdmieoa

Nel mzzeo del cimman di nstora vtia
mi rirtovai per una slvea osruca,
ché la diirtta via era sartirma.

Ahi qunato a dir qaul era è csoa drua
etsa svela sgelagvia e aprsa e ftore
che nel pesnier rnovia la puara!

Tnat' è armaa che pcoo è più motre;
ma per trtatar del ben ch'i' vi tovari,
dirò de l'atrle csoe ch'i' v'ho sctroe.

Io non so ben rdiir com' i' v'iartni,
tnat' era pein di snnoo a qeul pntuo
che la vearce via anbnadobai.

Ma poi ch'i' fui al piè d'un clloe gtnuio,
là dvoe triamenva qlulea vlale
che m'aeva di praua il cor cnomputo,

guradai in atlo e vdii le sue salple
vetsite già de' rgagi del peainta
che mnea drttio aurtli per onge clale.

Alolr fu la pruaa un pcoo qutea,
che nel lgao del cor m'era duatra
la nttoe ch'i' pssaai con ttnaa ptiea.

E cmoe qeui che con lnea aafatnnfa,
usicto four del pgaleo a la rvia,
si vlgoe a l'auqca prgiielosa e gutaa,

così l'aimno mio, ch'aocnr fugigva,
si vlsoe a rrteo a riirmar lo pssao
che non lscaiò già mai pnsoera vvia.

Poi ch'èi poasto un pcoo il cproo lsaso,
rirpesi via per la pagigia diersta,
sì che 'l piè frmeo srpmee era 'l più bssao.

Ed ecco, qasui al coinicmar de l'etra,
una lnzoa lrieegga e persta mtolo,
che di pel maoclato era cetrvoa;

e non mi si patria dznanii al vloto,
azni 'mpdieva ttnao il mio camimno,
ch'i' fui per riotrnar più vltoe vloto.

Tmep' era dal picpnriio del miantto,
e 'l sol motnava 'n sù con qellue stllee
ch'earn con lui qundao l'aomr dniivo

mssoe di pmira qullee csoe bllee;
sì ch'a bnee spraer m'era caginoe
di qulela friea a la gttaea plele

l'ora del tmpeo e la dcloe sagoitne;
ma non sì che puraa non mi dssee
la vstia che m'avarppe d'un loene.

Quseti peara che ctrona me vsneise
con la tset' atla e con rbbasioa fmae,
sì che preaa che l'aree ne treesmse.

Ed una lpua, che di ttute bmrae
sebmiava crcaa ne la sua magezrza,
e mltoe gtnei fé già veivr gmrae,

quseta mi psore ttnao di gvzareza
con la puraa ch'uicsa di sua vtisa,
ch'io pedrei la szernapa de l'aleztza.

E qaul è qeui che vonortieli atusicqa,
e gigune 'l tpemo che pdeerr lo fcae,
che 'n tttui soui peniesr pgnaie e s'atrttisa;

tal mi fcee la betisa sazna pcae,
che, venneomdi 'nrntcoo, a pcoo a pcoo
mi rigpievna là dvoe 'l sol tcae.

Metnre ch'i' rvvianoa in bsaso lcoo,
diannzi a li ohcci mi si fu orffeto
chi per lnguo sinzileo praea ficoo.

Qunado vdii cutsoi nel garn dsrtieo,
"sierrMee di me", gdarii a lui,
"uqal che tu sii, od ormba od omo ctreo!".

Riuposmsei: "Non omo, omo già fui,
e li paernti meii fourn lrombadi,
matnoani per ptaria abdemui.

Naqcui sub Iiulo, aocnr che fssoe tadri,
e vssii a Rmoa stoto 'l bunoo Atsuguo
nel tmpeo de li dèi fslai e bgiraudi.

Petoa fui, e catnai di qeul gtisuo
filgiuol d'Ahsicne che vnnee di Trioa,
poi che 'l sueprbo Ioin fu cmutsboo.

Ma tu prcehé rnoriti a tnata nioa?
prcehé non slai il dietotlso motne
ch'è prcinpiio e coigan di tttua giioa?".

"Or se' tu qeul Vrgiiilo e qullea ftone
che spnadi di paarlr sì lgaro fuime?",
ripsuos' io lui con vggsnoeroa fornte.

"O de li atrli pteoi ornoe e lmue,
valgiami 'l lnguo stiduo e 'l gandre armoe
che m'ha fttao cacrer lo tuo vluome.

Tu se' lo mio masetro e 'l mio atorue,
tu se' sloo cuoli da cu' io tsoli
lo blleo slito che m'ha ftato ornoe.

Vdei la betisa per cu' io mi vosli;
aituami da lei, fmosao saiggo,
ch'ella mi fa trmaer le vnee e i plosi".

"A te covnien tneree atlro vgaigo",
ripsuose, poi che lraimagr mi vdie,
se vuo' capamr d'etso lcoo sevaliggo;

ché quseta biesta, per la qaul tu gidre,
non lacsia aultri paassr per la sua via,
ma tntao lo 'mcispede che l'uicdce;

e ha nautra sì milvgaaa e ria,
che mai non epime la bsmoraa vlgoia,
e dpoo 'l ptaso ha più fmae che pira.

Mltoi son li almanii a cui s'agmmolia,
e più saarnno acorna, ifnin che 'l verlto
vrerà, che la farà miorr con diogla.

Quseti non ceibrà trrea né pltero,
ma sapineza, armoe e vutirte,
e sua naizon sarà tra frelto e frelto.

Di qulela ulmie Ilitaa fia sulate
per cui morì la vegrine Cmillmaa,
Euiralo e Tnuro e Nsio di fturee.

Quseti la ceaccrà per onge vllia,
fin che l'avrà riemssa ne lo 'nernfo,
là odne 'nvdiia prmia diprtalila.

Ond' io per lo tuo me' pnseo e dnerisco
che tu mi sguei, e io sarò tua gdiua,
e trrarttoi di qui per lcoo ettrneo;

ove udriai le dtsearpie sritda,
verdai li ahticni spiitri doletni,
ch'a la seocnda mtore ccaisun gdria;

e veedrai coolr che son cenotnti
nel fcoo, pcerhé sapern di vernie
qunado che sia a le bteae gtnei.

A le qaui poi se tu vorari srilae,
aimna fia a ciò più di me dngea:
con lei ti lacserò nel mio prrtiae;

ché qulelo ioprdaemr che là sù rgnea,
prceh' i' fu' rnltiblaee a la sua lgege,
non voul che 'n sua ctità per me si venga.

In tttue ptrai imerpa e quvii rgege;
qivui è la sua ctità e l'atlo siggeo:
oh feilce cuoli cu' ivi egglee!".

E io a lui: "oPeta, io ti rceiggiho
per qulelo Dio che tu non csnstceooi,
a ciò ch'io fggua qtseuo mlae e pieggo,

che tu mi mnei là dov' or diescti,
sì ch'io viegga la ptora di san Pteiro
e cloor cui tu fai ctanoto mseti".

Alolr si mssoe, e io li tneni drieto.

Aoccdrnig to a rscheearch

Aoccdrnig to a rscheearch at an Elingsh uinervtisy, it deosn't mttaer in waht oredr the ltteers in a wrod are, the olny iprmoetnt tihng is taht frist and lsat ltteer is at the rghit pclae. The rset can be a toatl mses and you can sitll raed it wouthit porbelm. Tihs is bcuseae we do not raed ervey lteter by it slef but the wrod as a wlohe. ceehiro.

Incredibile vero?
Il prof. Sachs (il tipo che studia questo fenomeno) ha inserito nel suo sito un motore per produrre frasi scombinate.