The light that burns twice as bright, burns half as long. And you have burned so very very brightly, Roy.Capitolo 2Se il racconto del maniaco vi è piaciuto oggi ve ne ho riservato un altro sicuramente meno interessante ma comunque gustoso. :)
In quel periodo ero una vera calamita per questo tipo di persone, infatti poco tempo dopo feci un altro incontro ravvicinato con la popolazione notturna delle stazioni.
Quella sera, era ancora più tardi, quasi le nove, ero fermo su una banchina della stazione di Lucca ad aspettare il mio treno. Faceva un freddo polare e io stavo troppo male. Avevo un mal di testa da impazzire, gli occhi rossi spiritati e la voce rauca. Me ne stavo seduto immobile su una panchina metallica, completamente avvolto nel classico giaccone dell'esercito tedesco, quando arriva un tipo che da subito aveva stuzzicato
il mio senso di ragno.
Era un tipo magrino con una specie di giacchetto da caccia, quelli piene di tasche, che, si vedeva, erano visibilmente piene, un marsupio in vita ed un paio di pantaloni molto
punkabbestia. Si siede vicino a me e tira fuori un portafoglio da una tasca del giaccone. Controlla il contenuto in maniera diversa da come farei io, ma non do peso alla cosa, e lo mette nel marsupio. Apre un'altra tasca ed esce una catenina d'oro che lui soppesa e infila anche questa nel marsupio. Infila la mano in una terza tasca e tira fuori un altro portafoglio. A questo punto realizzo cosa sta succedendo mentre lui continua a tira fuori dalle tasche ogni ben di Dio: anelli, catenine, portafogli, orologi. Il primo pensiero è stato:
"
Ecco, sono sfottuto. Mamma ti ho sempre voluto bene. Non fiori ma opere di bene… una prece."
Dopo aver finito di rovistare tra le tasche si gira verso di me e mi chiede: "
Scusa, hai da fumare?"
Nel panico non so che rispondere. Da sempre sono un convito antifumo ma non potevo certo contraddirlo o rispondergli che il fumo fa male. Quindi mi invento una risposta diplomatica: "
No, magari avessi qualcosa da fumare."
Dopodiché mi guarda negli occhi, vede in che stato sono e capisce. Capisce quello che vuol capire per mia fortuna.
Mi ha preso per un tossico!E per quella solidarietà che c'è fra gli emarginati all'improvviso sono diventato il suo migliore amico e si inventa una menata assurda sulle droghe leggere e pesanti e io devo reggere la conversazione improvvisandomi tossico. Mica facile!
Dopo avermi raccontato tutte le droghe che ha preso in vita sua se ne viene fuori con un'idea geniale: "
Ti voglio fare i tarocchi!".
Ecco, ci siamo. Ora mi chiede dei soldi.
Rifiuto gentilmente: "
Guarda che io non ho una lira.". Con lo sguardo che ho devo essere stato anche convincente.
Ma lui insiste dicendo che lo fa solo per amicizia (amicizia con chi?) e perché sente che me li deve fare. Quindi apre il marsupio e tira fuori una bandana e un mazzo di tarocchi.
Mi fa alzare il mazzo, scegliere delle carte, insomma le solite cose ma non era molto convincente. Come paragnosta ha ancora da lavorare. Finita questa farsa con i tarocchi ne tira fuori un'altra:
"
Ora ti do dei numeri da giocare al lotto. Quando sei nato?"
"
13 Aprile 1976" rispondo.
"
Bene…" mescola le carte "
allora giocami" ne tira giù tre "
il 13… il 4… e il 76". Ci pensa un po' e poi mi fa: "
Dove sei nato?"
E io: "
A Lucca.".
Sfortunatamente per lui la ruota di Lucca non esiste e quindi la tira là: "
Giocali sulla ruota di Cagliari".
In quel momento un rumore assordante: Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Sono salvo! E' arrivato il mio treno. Lo saluto velocemente e salto in carrozza. Mai come quella sera gli scompartimenti mi sono mai sembrati belli.
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