Ma ne siamo proprio sicuri?
Diario di viaggio - Berlino, 18 agosto 2005 ore 5:35
Da qualche tempo il mondo è completamente sconvolto da una guerra di religione più o meno palesata. Tentano di rabbonirci con oppiacei vari, più o meno efficaci, quali sport e televisione, tette e culi. Però qua e là capti segnali, tracce che ti fanno capire che siamo in uno stato di allerta ben più grave. Girando per le grandi città non puoi ignorare la quantità di polizia che è in giro, le misure di sicurezza delle ambasciate e come la gente guarda gli immigrati arabi ma ti accorgi soprattutto di questa immensa paranoia quando sei costretto a prendere un aeroplano. La nostra vacanza era finita e mesti eravamo in coda per il controllo all'aeroporto di Tegel. Passo tranquillamente il metal detector e così anche due dei miei compagni di avventura fino a che non tocca all'ultimo che fa letteralmente impazzire la macchinetta a raggi x per il controllo dei bagagli a mano. Il tipo della Polizei lo guarda in cagnesco già subito per la maglietta che simpaticamente riportava Fucking Criminal. Alla richiesta di aprire lo zaino il mio amico con una ingenuità tutta italiana consegna al poliziotto un accendino e un coltello a serramanico con almeno 7-8 cm di lama. Gli mancava giusto di palesare una copia del Corano al grido Allāh Akbar e eravamo a posto. Il tipo ha sequestrato i due oggetti e l'ha lasciato passare. Sono rimasto allibito. Non ha fatto assolutamente niente. Ma la cosa veramente drammatica è il fatto che il coltello era nello zaino anche all'andata e a Malpensa non se ne sono accorti. A questo punto mi chiedo: ma serve davvero a qualcosa?
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